Recentemente abbiamo parlato della Razza Savoiarda, stupendoci per quante poche notizie se ne possano trovare in rete e sopratutto del fatto che sia sprovvista di un programma di tutela da parte della Regione Piemonte. Proprio per questo abbiamo chiesto alla Regione stessa cosa intendesse fare nei confronti di questa bellissima e pregiata specie (ad onor del vero, Miss Mucca 2016 è di razza Savoiarda!).

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Siamo ben felici di pubblicare la risposta della Regione Piemonte (e nello specifico del dott. Moreno Soster), che ha gentilmente raccolto dati e ci ha fornito una risposta dettagliata. Ringraziamo pubblicamente questo ente per la sua velocità, funzionalità, capacità di spiegare esaustivamente. Ecco a voi la risposta, e a voi i commenti.

La Regione Piemonte ha aperto recentemente l’operazione 10.1.8 del Piano di sviluppo rurale 2014-2020 che – nell’ambito delle misure agro-climatico-ambientali – sostiene gli allevatori di razze autoctone minacciate di abbandono. Finora non è stata inserita la razza Savoiarda perché:

A) NON E’ RAZZA AUTOCTONA PIEMONTESE La Tarina o Savoiarda o Tarentaise non è una razza autoctona del Piemonte ma della Francia ed in particolare della regione Auvergne Rhone Alpes tanto che il nome deriva proprio dal nome della Valle (vallée de la Tarentaise) da dove si è diffusa. E’ vero che nel dopoguerra era piuttosto diffusa nelle mandrie della nostra regione proprio per la vicinanza alla Savoia, tuttavia non sembra possibile inserirla tra le razze autoctone ossia originaria del Piemonte e di conseguenza ammetterla a finanziamento nell’operazione del PSR. Peraltro la razza è sostenuta dalla Regione francese della quale è originaria fin dal 2003.

B) NON E’ MINACCIATA DI ABBANDONO Attualmente in Francia ci sono 13500 vacche di razza Savoiarda allevate in circa 1500 allevamenti (dato 2014), oltre ad essere allevata in numerosi altri Paesi (come da sito francese della razza: Etats-Unis, Canada, Albanie, Egypte, Tunisie, Vietnam, Equateur, Côte d’Ivoire, Irak, Inde, Mexique, Brésil, Guyane, Iran, Maroc, Algérie, Burkina Faso, Sénégal, Côte d’Ivoire, Mongolie, Italie, Bhoutan…) e non sembra quindi correre il rischio di abbandono.

Siamo felici, quindi, di apprendere che la biodiversità, anche se di competenza francese questa volta, è ben tutelata.

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