Mucco Pisano, specie da salvare.

Il Mucco Pisano, detto anche “mucco nero” è uno dei pochi esempi di bovini chiamati al maschile. Conosciuto inoltre come “razza pisana”, viene celebrato nella cucina tradizionale per il sapore particolare e la consistenza della tagliata di mucco pisano.

Il Mucco Pisano è una delle tre razze del territorio provinciale a rischio di estinzione, assieme alla Mucca Pomarancina e al tagliata di mucco pisano, cotta al denteCavallo di Monterufoli. Secondo le ricerche condotte da FAO (Organizzazione Nazioni Unite per Agricoltura e Alimentazione) sarebbero solamente 500 gli esemplari di Mucco Pisano censiti, qualche centinaio in più che negli anni ’80 del secolo scorso.

Stando all’Associazione Allevatori di Pisa il pericolo di una perdita sarebbe ancora presente, ma di entità minore rispetto al passato, grazie alle politiche di recupero adottate a partire dal 1998, anno in cui è stato introdotto dalla regione Toscana il Programma Regionale per la Conservazione.

mucco pisano allevamento

Il Mucco Nero è caratterizzato dalla facile adattabilità a diete povere e da un forte istinto materno. Il suo manto è marrone-rosso scuro con una striscia chiara sul dorso, il naso e le orecchie si presentano chiare.

Era utilizzato prevalentemente per la sua attitudine al lavoro e proprio per questo la sua presenza si è ridotta fino quasi a scomparire con l’arrivo della meccanizzazione. Ad oggi è allevato in circa 20 aziende, consapevoli del fatto che le biodiversità presenti racchiudono spesso valori economici e culturali non trascurabili.

La tagliata di mucco pisano è una reinterpretazione della bistecca fiorentina creata ad arte dallo chef Sergio Lorenzi, che accompagna la carne con verdure grigliate, pepe, sale, olio e una riduzione di aceto balsamico.

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