Luca Avoledo, intervista, tutta la verità sulla carne

Luca Avoledo No Vegan LibroConoscete sicuramente Luca Avoledo, naturopata e nutrizionista, esperto di salute naturale ed autore del libro “No Vegan – la verità scientifica oltre le mode” (Luca Avoledo, “No Vegan”, Sperling & Kupfer). In una intervista esclusiva gli abbiamo chiesto di rispondere a domande semplici, che ognuno di noi, in giorni di comunicazione forte e dibattito serrato, si pone. Andiamo oltre la moda e seguiamo i dati di fatto, chiedendo ad un esperto.

Cominciamo dallo sfatare un mito: la carne fa male?
No. Fa male l’abuso, soprattutto se all’interno di una dieta monotona, squilibrata e, in particolare, povera di verdura e frutta. “Carne” peraltro è un termine eccessivamente generico. Rossa, bianca, trasformata, cruda, cotta, bruciacchiata, italiana, statunitense, da allevamento intensivo, grass fed e via discorrendo: compie un errore grossolano chi mette tutto sullo  stesso piano, livellando le differenze. Tra un hot dog di carne separata meccanicamente acquistato a pochi centesimi in un discount negli Stati Uniti (dove esistono leggi che consentono l’uso di ormoni della crescita e altri farmaci) e un filetto di Chianina da allevamento biologico solo uno sciocco o chi fosse in malafede potrebbe non scorgere differenza di salubrità (e di prelibatezza). Per quel che ad esempio concerne il cancro – uno dei principali pericoli che certa cattiva comunicazione associa alla carne -, esistono prove certe di aumento del rischio solo di alcuni, specifici tipi di tumori, quali il carcinoma colon rettale, e unicamente per quel che riguarda le carni trasformate (insaccati, salumi, carne in scatola ecc.). Persino per loro, comunque, è la dose a fare la differenza: un consumo ragionevole di carni lavorate, quale quello che mediamente già hanno gli italiani, è al di sotto della soglia critica di pericolosità, come ha dimostrato anche recentemente uno studio dell’Università degli Studi di Milano.

Cosa è preferibile mangiare tra carne rossa e carne bianca?
La preferenza va alla carne bianca (pollo e tacchino), che ha effetti neutri o addirittura protettivi nei confronti di diverse patologie, come, appunto, determinati tipi di cancro. Ma questo non vuol dire che si debba rinunciare alla carne rossa, anzi: la carne rossa è un cibo estremamente nutriente e, quando consumato in modo intelligente, perfettamente sano. E’ un fatto che le istituzioni nazionali e sovranazionali che si occupano di tutela della salute pubblica – a partire dall’Organizzazione Mondiale della Sanità – non invitano a eliminare la carne rossa dalla tavola, ma solo a non superare abitualmente il limite dei 500 grammi (peso dopo cottura) alla settimana.

La carne rossa cruda fa male?
No, è solo meno digeribile e più a rischio igienico per contaminazione microbica, se non ben conservata, specie in estate, motivo per cui ne viene in particolare sconsigliato il consumo a certe categorie “sensibili”, come le donne in gravidanza. L’uomo ha consumato carne cruda per larga parte della sua storia evolutiva e così hanno fatto per milioni di anni i suoi progenitori. E’ stato anche grazie a questa risorsa alimentare che la specie umana si è evoluta, ha espanso il suo cervello come nessun altra e colonizzato ogni angolo del pianeta.

bistecca fiorentina su tagliere

Perché consideri la carne un elemento essenziale nella dieta quotidiana?
Non la considero un elemento essenziale, la considero un elemento opportuno. Può essere sostituita dal pesce e, in parte, da derivati animali. Sono invece essenziali i cibi animali. Alcune sostanze, a partire dalla vitamina B12, necessaria alla vita e alla salute, sono infatti assenti o non sufficientemente rappresentate negli alimenti vegetali. Chi non consuma cibi animali, come i vegani, deve tassativamente ricorrere a integratori alimentari.

Hai ricevuto il nostro Manifesto dell’Allevamento Bovino Grass Fed, cosa ne pensi?
Trovo il grass fed un modo intelligente, ecologico e sostenibile di declinare l’allevamento bovino, nel tentativo di coniugare qualità del prodotto e benessere animale. Dotarsi di regole condivise non può che giovare, sia ai produttori, sia, soprattutto, ai consumatori.

Sarai presente tra i relatori di Meatalks?
Se mi sarà possibile, volentieri.

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