Animali come noi, Giulia Innocenzi porta le telecamere di rai 2 negli allevamenti dell’orrore

Abbiamo visto Animali come noi, di Giulia Innocenzi, giornalista eccellente e ben preparata, che con coraggio e voglia di informare porta Rai 2, la seconda rete nazionale, a scoprire con incursioni assieme a volontari (dal volto coperto) e manifestazioni cosa c’è nel mondo della carne.

Almeno secondo lei.

animali come noi giulia innocenza rai 2

La prima puntata di Animali come noi colpisce subito, perché gli ambienti ripresi sono fatiscenti, non rispettano alcuna regola, gli animali sono trattati senza cura del loro benessere. Le prime immagini sono tutte per maiali coperti di feci di altri esemplari, suini con coda mozzata da atti di cannibalismo dovuto al poco spazio concesso nella struttura intensiva, ragnatele, ventole che non funzionano e simili.

Chi non condannerebbe tutto questo?Animali come noi Giuliano Marchesin su Twitter

Il fatto che ci lascia un po’ perplessi è che, come è necessario divulgare l’esistenza di queste aziende, è anche doveroso sottolineare come non siano esempi rappresentanti di tutta la filiera della carne. Si può parlare di animali in termini etici (e il discorso prende tutt’altra piega) o a livello di standard qualitativi necessari. In questo caso riterremo opportuno far conoscere chi i bovini li alleva al pascolo, con al massimo alcune strutture (pulite, accoglienti, funzionali) di ricovero per l’inverno, con a disposizione un ettaro per capo, lontano da fonti di inquinamento. Con il totale rispetto per la crescita biologica ed il comportamento naturale.
animali come noi sondaggio

Fa sorridere l’episodio del “guerrieroVassallo (con valvassori e valvassini) che ferma i camion (prima dice ai suo compagni di essere non violenti per poi dire al guidatore “se chiamo quelli qua dietro ti facciamo il culo”). Non crediamo sia così che si cambia la coscienza delle persone, non impedendo ad un altro di svolgere il proprio lavoro. Fermando l’autista non fermi il meccanismo, non cambi niente di ciò che è alla base e tantomeno dai un messaggio alle macchine che passano di lì. Rischi solamente di risultare patetico.

Animali come noi Giuliano Marchesin commento

Piuttosto è molto interessante la proposta di fare informazione migliore e chiedere una etichettatura differente, in modo che chiunque possa scegliere con precisione quali alimenti  comprare, comprendendo con maggior raziocinio il prezzo (e soprattutto le proprietà nutritive e di gusto) di un taglio grass fed in confronto ad uno proveniente da allevamento intensivo.

Sosteniamo questa idea. E proponiamo a Giulia, che speriamo legga questo articolo, di invitare carneitaliana.it in trasmissione (o se non possibile sui suoi social o su quelli del programma e di Servizio Pubblico), per una intervista, per far capire alle persone che esiste anche altro, che è possibile allevare in maniera etica e offrire al consumatore un prodotto qualitativamente eccellente. Questo è anche nostro compito, al quale non ci sottrarremo (presto ne vedrete delle belle!), forse perché siamo “Anomali, come noi“.

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